Immaginate di lasciarvi alle spalle il ricamo ordinato dei vigneti di Miane per salire dove l’aria si fa pungente, il silenzio diventa musica e il cielo sembra quasi di poterlo toccare. Il Giro delle Malghe, con i suoi 1330 metri di quota alla partenza dal Rifugio Posa Puner, non è una semplice escursione: è un rito di riconnessione. È quel momento in cui il ritmo frenetico della valle si spegne, sostituito dal suono ancestrale dei campanacci e dal profumo dell’erba bagnata di rugiada. Camminare lungo queste creste significa percorrere un balcone naturale sospeso tra la laguna di Venezia e le vette maestose delle Dolomiti, un luogo dove ogni passo racconta la fatica e la passione della vita d’alpeggio. È un viaggio che noi de La Corte di Marga amiamo definire “rigenerante per l’anima”, un’esperienza che vogliamo regalarvi per farvi sentire, anche solo per un giorno, parte integrante di questa terra eroica e meravigliosa.
L’itinerario si svolge lungo strade bianche e sentieri ben segnalati (TV1 bianco-rosso e TV5 marrone).
Dalla chiesetta situata nei pressi del Rifugio Posa Puner (1330 m), si imbocca la strada forestale in leggera salita seguendo la tabella CAI “TV1”. Lungo la carrabile per il Monte Cimone, lo sguardo si apre su ampi pascoli punteggiati dalle caratteristiche “pose” (pozzanghere per l’abbeveraggio del bestiame).
Il punto più alto del giro è Malga Mariech (1504 m), vero e proprio balcone naturale sulla pianura e sul gruppo del Monte Cesen. Qui l’alpeggio è vivo: durante la stagione (giugno-settembre) è possibile assistere alla vita di malga e acquistare prodotti caseari locali.
Il sentiero prosegue toccando Malga Forconetta, Malga Budui e Malga Federa. Il tratto finale ci immerge in una splendida faggeta prima di rientrare verso i Monti Salvedella e il Pilon, chiudendo l’anello nuovamente al Posa Puner.
Dopo 13 km di cammino e 500 metri di dislivello, il palato richiede una ricompensa all’altezza. Se le malghe offrono formaggi saporiti e ricchi, la nostra scelta tecnica per l’abbinamento ricade sul Verdiso.
Il Verdiso prodotto nelle zone di Miane e Combai si distingue per una spiccata acidità e un retrogusto piacevolmente amarognolo. Queste caratteristiche lo rendono perfetto per “pulire” la bocca dopo la degustazione di un formaggio di malga grasso o semistagionato.
Nel calice ritroverete la freschezza delle Prealpi: note di mela verde e fiori bianchi che richiamano l’aria tersa respirata a Malga Mariech.
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