Quando i nostri ospiti a La Corte di Marga desiderano un’escursione che metta alla prova le gambe reggendo il passo della vera montagna, c’è un tracciato sul versante meridionale del Cansiglio che amo consigliare. È un percorso selvaggio, a tratti severo per le sue pendenze, ma capace di regalare una delle soddisfazioni panoramiche più intense di tutte le Prealpi Trevigiane.
Stiamo parlando del Sentiero Nino Lot (segnavia CAI n. 1036a).
Questo itinerario ad anello parte dalle gole profonde di Ponte Levine e sale verticalmente lungo i costoni della montagna, attraversando canyon carsici e fitti boschi di faggio, fino a sbucare sui pascoli aerei del Monte dei Foresti e sull’incantevole altopiano di Pian di Cadolten. Non è una semplice passeggiata collinare: è un trekking di montagna vero, dove la fatica della salita viene ripagata da una vista aerea che spazia dai Laghi di Revine fino alla Laguna di Venezia.
Questo splendido e impegnativo tracciato è intitolato alla memoria di Giacomo Lot, affettuosamente chiamato “Nino”, un appassionato e stimato montanaro della zona scomparso prematuramente nel 1995.
Il cuore pulsante dell’escursione è il bivacco che porta il suo nome: un antico ricovero in pietra incastonato sotto una maestosa parete di roccia, restaurato con cura per rimanere sempre aperto come rifugio e punto di sosta per chiunque ami queste vette. Entrare in questo bivacco, dove l’odore del legno si mescola al fresco della roccia, significa respirare lo spirito autentico dell’escursionismo locale.
L’avventura comincia lasciando l’auto nel piccolo parcheggio situato a Ponte Levine (500 m), una località a monte di Osigo, nel comune di Fregona. Per arrivarci da Vittorio Veneto, si segue la suggestiva strada provinciale SP 422 che sale verso il Cansiglio; superato l’abitato di Fregona, si svolta a destra verso Montaner e si prosegue per circa 2 chilometri fino al chilometro 37,7 (segnalato dalla tabella stradali VII / 37).
Zaino in spalla, si cammina in leggera salita lungo l’asfalto per circa 200 metri. Subito dopo aver attraversato il ponte sul torrente Vizza, si incontra la tabella ufficiale che segna l’inizio del Sentiero Nino Lot. Dopo un primissimo strappo ripido, la traccia si fa più comoda, superando alcune casere isolate e una radura che offre un primo assaggio panoramico sulla pianura sottostante.
Ben presto, però, la montagna inizia a chiedere il conto: seguendo i segnavia bianco-rossi del sentiero CAI n. 1036a, il tracciato torna a salire con pendenza decisa in mezzo a un fitto bosco di latifoglie. Raggiunta la quota di 730 metri, l’itinerario compie un passaggio spettacolare attraversando un vero e proprio canyon roccioso. Da qui si entra in una zona più selvaggia e impervia (800 m), dove una selva di grandi massi affioranti mostra chiaramente i fenomeni del carsismo a blocchi, la firma geologica del Cansiglio.
Dopo altri 200 metri di ripida e faticosa salita, il bosco si dirada per fare spazio all’inconfondibile sagoma del Bivacco Nino Lot (1.010 m, circa 1 ora e 45 minuti dalla partenza). La struttura è un piccolo gioiello: sorge protetta ai piedi di un’imponente parete di roccia e l’interno, perfettamente curato, è dotato di una stufetta a legna, un tavolo e delle panche. All’esterno, una bellissima terrazza in legno saldamente ancorata al ripido pendio e dotata di corrimano metallico vi permetterà di sedervi e ammirare il vuoto e la pianura sottostante.
Ripreso il fiato, l’itinerario prosegue superando un breve gradino roccioso situato proprio a ridosso del bivacco, aiutandosi con un corrimano metallico di sicurezza. Si cammina verso est per circa 200 metri, superando un piccolo impluvio fangoso per poi immettersi su una comoda strada carraibile.
Dopo due ampi tornanti, la foresta si apre per svelare i pascoli della splendida e ristrutturata Malga Picotera (1.032 m), adagiata in una conca prativa straordinariamente panoramica. Superata un’ulteriore casera, si cammina lungo un rilassante rettilineo immerso in una magnifica e solenne faggeta. Prestate molta attenzione ai segnavia: poco prima di un impluvio vallivo, bisogna deviare a sinistra (nord) lasciando la stradina principale.
Il sentiero compie ora una curva decisa sfiorando il territorio di Montaner, correndo sul fondo di un vecchio vallone e poi lungo un’antica traccia arborea un tempo utilizzata come roccolo per la cattura degli uccelli. Qui la vegetazione si dirada e il panorama esplode letteralmente: la vista si apre grandiosa verso la Valsana, i colli vittoriesi, il profilo lucente dei Laghi di Revine e l’intera pianura veneta.
Camminando tra muretti a secco e qualche rudere testimone dell’antico lavoro di alpeggio, si raggiunge il punto più alto dell’intero itinerario a quota 1.235 metri, sui pendii sud-occidentali del Monte dei Foresti. È questo il luogo ideale per fermarsi, consumare il pranzo al sacco e farsi cullare dal vento d’alta quota.
Da questo balcone panoramico, il sentiero inizia a calare dolcemente verso le praterie di Pian di Cadolten. Questo pianoro d’alta quota è un piccolo paradiso costellato di casere e piccoli laghetti alpini (le lame) nati per abbeverare il bestiame, che offrono uno splendido colpo d’occhio aereo.
Raggiunta la piana di Cadolten, in corrispondenza del Capitello di San Floriano (1.183 m, circa 3 ore dall’inizio dell’escursione), si incrocia la strada cementata proveniente da Casa Cadolten. Si abbandona la strada per deviare a sinistra lungo una stradina sterrata in direzione sud, che poco dopo diventa un sentiero forestale (700 m) che si addentra nella Valle Armada.
Nota di prudenza: La discesa lungo questa valle presenta tratti piuttosto ripidi che, in caso di pioggia o terreno umido, diventano scivolosi e richiedono passo fermo e massima attenzione. Intorno alla quota di 960 metri, il sentiero si ricongiunge alla stradina principale che, con una serie di tornanti nel bosco, vi riporterà esattamente al punto di partenza di Ponte Levine (500 m), completando questo splendido anello in circa 5 ore e mezza totali.
Basato sulla Cartografia Tabacco n. 012
Sfidare i 750 metri di dislivello del Sentiero Nino Lot, camminare tra i massi del canyon e scendere lungo la Valle Armada è un’esperienza che lascia addosso una stanchezza bellissima, fatta di muscoli caldi e mente leggera.
Al vostro rientro a Miane, la vera magia sarà varcare la porta dei nostri appartamenti a La Corte di Marga. Dopo una doccia rigenerante, potrete stendervi e rilassarvi, magari aprendo un buon calice di Prosecco Superiore DOCG per brindare alla conquista del Monte dei Foresti. Se amate la montagna autentica e volete scoprire altri percorsi unici, esplorate le guide dettagliate del nostro blog. Se invece volete assicurarvi il vostro rifugio ideale per la vostra prossima avventura prealpina, prenotate ora il vostro soggiorno a La Corte di Marga. I cammini più belli vi aspettano fuori dalla nostra porta.