Strada de la Fan: Un Viaggio nel Cuore della Storia di Combai

A pochi minuti da La Corte di Marga si raggiunge la frazione di Combai ed il punto di partenza del percorso della Strada de la Fan, un luogo della memoria storica di questi magnifici territori; non è nata come una via di svago, ma come una ciclopica opera di sussistenza e strategia militare. Ecco un approfondimento storico sui punti che rendono questo itinerario unico al mondo.

1. L’Ingegneria della Disperazione: Il tracciato del 1918

Il punto di interesse principale è la sede stradale stessa. Costruita durante l’occupazione austro-ungarica seguita alla disfatta di Caporetto, la strada doveva servire per trasportare cannoni e munizioni verso le linee del fronte.

  • Dettaglio Storico: Fu realizzata interamente a mano da donne, vecchi e bambini (gli uomini erano al fronte). La tecnica costruttiva prevedeva l’uso di cunei e mazze per spaccare la roccia calcarea. I muretti a secco che sorreggono i tornanti sono capolavori di ingegneria spontanea: resistono da oltre un secolo senza l’uso di cemento, testimoniando la maestria degli scalpellini di Combai che lavoravano sotto la minaccia delle baionette in cambio di una scodella di zuppa.

2. Bosc-Art: La Resurrezione del Legno di Castagno

Lungo la via si incontra la mostra permanente Bosc-Art, un progetto che ha trasformato la memoria del dolore in bellezza.

  • Dettaglio Storico: Le sculture non sono posizionate a caso. Molte di esse celebrano il legame indissolubile tra l’uomo e l’albero. Il castagno è stato per secoli l’“Albero del Pane”. Durante l’anno della fame (1918), quando le granaglie venivano requisite, i marroni di Combai furono l’unica barriera contro la morte per inedia. Le opere d’arte che oggi ammiriamo sono un tributo a quella resilienza, scolpite nel legno di quegli stessi alberi che sfamarono il borgo.

3. Le Casere e i “Focolari” Militari

Sparse lungo il percorso si trovano piccole costruzioni in pietra, le “Casere”.

  • Dettaglio Storico: Durante il conflitto, molte di queste strutture rurali vennero requisite e trasformate in depositi di munizioni o piccoli avamposti di guardia. Osservando le pietre d’angolo e la disposizione delle aperture, si può ancora distinguere l’architettura rurale originaria da quella modificata per scopi logistici bellici. Erano i luoghi dove i soldati cercavano riparo dal freddo e dove i locali cercavano di nascondere le poche risorse rimaste.

4. I Belvedere Strategici: Oltre il Panorama

I punti dove oggi ci fermiamo per scattare una foto erano, nel 1918, osservatori strategici.

  • Dettaglio Storico: Da queste alture, i comandi austriaci potevano monitorare i movimenti delle truppe italiane lungo la linea del Piave. La vista che oggi abbraccia con dolcezza le Colline UNESCO, un tempo serviva a calcolare le traiettorie dell’artiglieria. Capire questo cambia radicalmente la percezione del panorama: ogni curva della strada era studiata per essere invisibile dal basso ma dominante sulla valle.

🗺️ INFO UTILI IN UN COLPO D’OCCHIO

  • 📏 Lunghezza: 5,2 km (anello completo)
  • ⏱️ Tempo di cammino: 2 ore e 15 minuti (andatura relax)
  • 📈 Dislivello: +320 metri (distribuiti su pendenza militare costante)
  • ⛰️ Quota massima: 740 m s.l.m. (punti panoramici sopra il borgo)
  • 🥾 Difficoltà: E (Escursionistico) – Facile/Medio
  • 🦯 Nordic Walking:Eccellente! La strada militare ha un fondo compatto e pendenze regolari perfette per la spinta.
  • 👨‍👩‍👧‍👦 Adatto alle famiglie:, un museo a cielo aperto perfetto per incuriosire i bambini con le sculture nel bosco

Info utili per il tuo relax

  • L’abbigliamento: Il percorso attraversa castagneti e tratti esposti. Porta scarpe con un buon grip e un cappellino per il sole nei tratti panoramici.
  • Sosta Bosc-Art: La fretta è nemica dell’arte. Fermati ad osservare i dettagli delle sculture lignee: sono la voce del bosco che racconta la storia di Combai.
  • Acqua: Fontana in Via Cimavilla lungo l’itinerario. Assicurati di riempire le borracce alla fontana in Piazza Brunelli a Combai prima di partire.

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