Esiste un fazzoletto di terra, nelle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, che custodisce un segreto prezioso. Lo chiamano il Pentagono d’Oro del Cartizze: appena 107 ettari di vigne pettinate che danno vita al re indiscusso delle bollicine, il Valdobbiadene Superiore di Cartizze DOCG. Perché “d’oro”? Semplice: per la qualità pazzesca del vino e perché questa terra vale più dei filari dello Champagne!
Se pensi che questo paradiso si possa ammirare solo dal finestrino dell’auto, ti sbagli di grosso. Il modo migliore per viverlo (e meritarsi un bel calice a fine giornata) è a piedi con un trekking ad anello che ti porta a camminare dentro le cartoline di questo anfiteatro naturale. Preparati a scattare foto pazzesche!
Il nostro viaggio comincia nel cuore di San Pietro di Barbozza. Prima di allacciare gli scarponi, dai un’occhiata alla fontana della piazza: è decorata con i sassi del fiume Piave scolpiti dall’artista locale “Zoe”. Camminando lungo via Cima ti sembrerà di attraversare una galleria d’arte a cielo aperto, con curiose sculture che spuntano lungo la strada. Superato il capitello di Sant’Eurosia, scendiamo verso il fondovalle salutando il torrente Tormena.
Iniziamo a risalire verso la cresta collinare. Tra una curva e l’altra, aguzza la vista: ti troverai davanti al “Castegner de Piero”, un castagno monumentale che si gode questo panorama da ben tre secoli. Subito dopo l’albero, si abbandona l’asfalto e si entra finalmente dentro la conca d’oro, camminando proprio in mezzo ai filari.
Il punto forte del giro? Il belvedere del Colesèl. Qui trovi delle panchine panoramiche perfette per una sosta strategica: davanti a te si apre l’intera conca del Cartizze, protetta a sud dai profili delle colline Moliane. Ripreso il cammino, scendiamo verso il torrente Teva. Se guardi in alto sul colle, vedrai Villa Luisa: durante la Prima Guerra Mondiale, questo elegante edificio era nientemeno che un centro logistico dell’esercito austro-ungarico.
Dopo una bella rampa cementata a zigzag tra le vigne (ottima per i glutei!), entriamo nella storica borgata del Follo. Nella piazzetta centrale rimarrai stupito da una bellissima meridiana orizzontale dedicata all’Abate Follador, uno scienziato che insegnava astronomia a Padova nell’Ottocento. Ma la chicca più divertente è nascosta sulla facciata di Casa dei Berti: sopra un arco c’è il mascherone in pietra del “Barba Zucon”, il mostro mangia-bambini protagonista delle vecchie fiabe che i contadini raccontavano nelle stalle.
Da qui, tra gli ultimi filari e strade di campagna, l’anello si chiude riportandoci al punto di partenza.
Basato sull’Itinerario N. 4 della Guida alla Scoperta delle Colline del Prosecco di Giovanni Carraro
Dopo aver macinato quasi 13 chilometri tra i saliscendi del Cartizze e aver riempito gli occhi di bellezza (e magari la pancia di ottimo Prosecco), le gambe chiederanno tregua. La mossa perfetta? Guidare per pochissimi minuti fino a Miane e rifugiarsi alla Corte di Marga.
Con la sua atmosfera accogliente, il silenzio della vallata e camere super confortevoli, è il nido ideale per ricaricare le batterie. La Corte di Marga è la tua base strategica preferita per vivere le Colline UNESCO come un local: esplori di giorno e ti godi il relax più assoluto la sera.
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