La Chiesetta di San Vigilio a Col San Martino: il balcone romanico sulle Colline del Prosecco

Chi percorre le colline tra Col San Martino e Farra di Soligo, tra i filari che si arrampicano verso il cielo, a un certo punto incontra un piccolo edificio in pietra affacciato sul vuoto: la Chiesetta di San Vigilio. Bastano pochi minuti a piedi tra i vigneti per arrivarci, ma il panorama che si apre da qui è tra i più fotografati — e tra i più amati — di tutto il paesaggio UNESCO delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.

San Vigilio: un avamposto romanico tra fede e vedetta

Le origini della chiesetta risalgono al X secolo: un’epoca in cui, su questo colle panoramico, la piccola costruzione romanica serviva insieme da luogo di culto e da punto di avvistamento per le comunità agricole della zona, esposte come tutta l’area alle incursioni e ai passaggi di eserciti che per secoli hanno attraversato queste terre di confine.

L’edificio che vediamo oggi porta i segni di più epoche: ricostruzioni e interventi tra il XV e il XVI secolo ne hanno arricchito l’interno, mentre la storia più recente ha lasciato cicatrici ben più dolorose. Durante la Prima Guerra Mondiale, tra il 1917 e il 1918, la chiesetta subì danni durante l’occupazione austro-ungarica di queste colline — un capitolo che lega San Vigilio, come tanti altri luoghi di fede delle Prealpi Trevigiane, alla memoria della Grande Guerra.

La “chiesetta degli innamorati”

Con il tempo, San Vigilio ha guadagnato un soprannome che racconta un’altra storia, più leggera: la gente del posto la chiama la “chiesetta degli innamorati”, per la sua posizione appartata e il panorama che regala — un balcone naturale sospeso tra vigneti e cielo, il tipo di luogo dove ci si ferma non solo per pregare, ma anche solo per guardare.

All’interno, chi entra trova alcuni piccoli tesori d’arte spesso ignorati da chi si limita a fotografare l’esterno: un rilievo ligneo attribuito a Stuffer, dipinti di Cima di Villa di Villa e di Modolo, e un affresco che risale al 1400 — testimonianze di secoli di devozione stratificata in uno spazio piccolissimo.

Come arrivare: una passeggiata tra i filari

Raggiungere San Vigilio è di per sé parte dell’esperienza. Da Col San Martino, il percorso più diretto parte da Piazza Fontana, prosegue lungo via Canal Nuovo e sale infine su via San Vigilio: un tragitto breve ma immerso nei vigneti, con il colle e la sua chiesetta che si fanno via via più vicini a ogni curva.

Il momento migliore per salire, secondo chi conosce bene questi luoghi, è il tramonto: è allora che la luce radente accende i filari e rende San Vigilio una delle icone fotografiche più riconoscibili di tutto il paesaggio del Prosecco.

Da La Corte di Marga a San Vigilio

Col San Martino si trova nel cuore delle Colline del Prosecco, a breve distanza da Miane: una tappa naturale per chi soggiorna da noi e vuole allargare lo sguardo oltre i confini del nostro comune, restando comunque nel raggio di una gita di poche decine di minuti in auto o in bicicletta lungo la Strada del Prosecco. Come le altre mete del nostro itinerario di turismo religioso nel territorio — il Santuario del Carmine a Miane, l’Abbazia di Follina e la Grotta del Landrel — anche San Vigilio racconta un pezzo della storia spirituale di queste colline.

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Domande frequenti

Cosa rende speciale la Chiesetta di San Vigilio a Col San Martino?
È un edificio romanico del X secolo, ricostruito tra XV e XVI secolo, situato su un colle panoramico all’interno del paesaggio UNESCO delle Colline del Prosecco. Soprannominata “chiesetta degli innamorati” per la vista che regala su vigneti e vallata.

Quando è meglio visitarla?
Al tramonto, quando la luce esalta i filari di vigneto tutt’intorno e la chiesetta diventa uno dei punti panoramici più fotografati della zona.

Come si raggiunge da Col San Martino?
A piedi, in pochi minuti, partendo da Piazza Fontana e proseguendo lungo via Canal Nuovo fino a via San Vigilio, in un percorso interamente tra i vigneti.

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