Mentre il mondo guarda alle nostre colline per il successo globale del Prosecco, noi de La Corte di Marga preferiamo volgere lo sguardo verso le radici più profonde e silenziose del nostro territorio. Il Verdiso non è un comprimario: è il custode della memoria storica della Marca Trevigiana, un vitigno che ha saputo sopravvivere a gelate epocali e mutamenti del gusto, mantenendo intatta la sua identità “acerba” e fiera.
Quando i nostri ospiti vogliono andare oltre il Prosecco come sommelier de La Corte di Marga propongo sempre una degustazione con questa bacca autoctona dalla lunga storia e dotata di una carta d’identità ben precisa che lascia ricordi piacevoli e molto marcati in degustazione
Le radici del Verdiso si perdono in un passato lontano, le prime tracce documentate risalgono al 1688, quando ne fu imposto l’impianto ai coloni dell’Abbazia di Follina, ma è nel 1709 che la sua storia subisce una svolta drammatica. Dopo la terribile gelata di quell’anno, la viticoltura trevigiana dovette ricomporsi e il Verdiso ne divenne protagonista, spesso in modo esclusivo.
Già nel 1788, il conte Piero Caronelli, in una memoria all’Accademia di Agricoltura di Conegliano, ne sottolineava il valore. Sebbene considerato talvolta “soggetto al marciume”, Caronelli evidenziò come, se coltivato in ambienti arieggiati e secchi e senza eccessi produttivi, il Verdiso potesse esprimere aromi e intensità inimitabili. Conosciuto anche come Verdisa, Verdisa grossa o gentil, nel 1874 era già presente in ben 50 comuni della provincia.
Storicamente l’uva di Verdiso è impiegata principalmente come vitigno complementare per dare struttura e freschezza mescolata con quella bianca di collina, in particolare Prosecco e Bianchetta. Entra nella composizione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, il Verdiso infatti costituisce fino al 15% delle uve utilizzate, unitamente a Perera, Bianchetta treviginana, Pinot bianco e Chardonnay.
La sua importante componente acida lo rende adatto all’appassimento e viene infatti utilizzato nella produzione del Colli di Conegliano Torchiato di Fregona DOCG.
Nel 1988, durante lo svolgimento della Festa dei Marroni, la Pro Loco di Combai propose il Verdiso come vino da bere con i marroni e nel 1989 venne organizzata la prima edizione della manifestazione E’ Verdiso.
Oggi il Verdiso vive di luce propria, esistono molte versioni in purezza che fanno ormai parte della realtà consolidata dei prodotti di cantina delle nostre zone vocate
Il Verdiso è un interprete fedele del suolo. Attualmente viene coltivato esclusivamente in ambiente collinare, poiché la sua diffusione in pianura è andata scomparendo.
Dalla nostra esperienza alla Corte, sappiamo che il Verdiso va trattato con estrema cautela perché è un vino “snello e leggero”. In cantina, la pulizia è un dogma assoluto per evitare inquinamenti batterici.
Il vino base è ottenuto per accurata fermentazione in bianco, sino a quasi totale esaurimento dello zucchero naturale originario (una traccia di zuccheri collabora a conservare il fruttato), dopo il vino viene lasciato sottostare ai freddi invernali che lo spogliano dei tartrati e ne provocano l’illimpidimento.
In primavera al vino vengono aggiunti i lieviti selezionati per ottenere, con la sua successiva fermentazione, la pressione voluta; alla fine della fermentazione non rimane che lo zucchero voluto per garantire l’amabilità; passato il tempo necessario la rifermentazione viene bloccata affinché rimanga la dose desiderata di zucchero residuo, mediante la refrigerazione delle autoclavi.
Il Verdiso trae grande beneficio dalla sosta sul lievito fine, che gli permette di maturare ed esprimersi appieno prima dell’imbottigliamento.
Quando versiamo un calice di Verdiso durante le nostre degustazioni a La Corte di Marga, l’analisi ci rivela un prodotto armonico e ben presente:
La sua pulizia complessiva e la sua gradevolezza ne fanno un vino ideale
Il Verdiso non si presta all’invecchiamento lungo, ma dà il meglio di sé nella giovinezza. Oltre alla versione tranquilla, la memoria storica ci regala il Frizzante “con fondo”, secco e rustico, e l’esclusivo Vin Santo o Passito, i cui grappoli devono appassire sui graticci fino a febbraio.
Il consiglio del nostro Sommelier: E’ un vino poliedrico e versatile che si presta a molti abbinamenti dei piatti della tradizione che richiedono di “pulire” il palato. Lo suggeriamo in abbinamento come aperitivo ma dona risultati notevoli se abbinato ai pesci d’acqua dolce, nelle varie interpretazioni, alle torte salate estive ed ai freschi formaggi caprini o ovini.
È perfetto con i risotti alle erbe spontanee o con una frittura di paranza locale, dove la sua lama acida bilancia perfettamente la sapidità del piatto.
La Corte di Marga è proprio nel cuore della zona vocata alla produzione di questa antica bacca e soggiornare da noi vuol dire vivere il Verdiso nel cuore della sua identità.
Il nostro sommelier Roberto saprà indicarvi o accompagnarvi nelle cantine della zona per fare delle interessanti degustazioni di questo ed altri vitigni, oppure potrete organizzare una degustazione direttamente in struttura con le proposte del nostro Wine Shop
Dopo una giornata alla scoperta dei vigneti eroici di Combai e Miane, gustatevi un bicchiere di vino a bordo piscina o rilassatevi nei nostri appartamenti, il silenzio delle colline è il miglior compagno per un’ultima riflessione davanti a una bottiglia di Verdiso “Col Fondo”.
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